sabato 2 novembre 2013

QUAL'E' LA DIFFERENZA FRA UN UMORE TROPPO VARIABILE ED IL DISTURBO BIPOLARE


La differenza fra un un umore troppo variabile ed il disturbo bipolare è paragonabile a quella differenza che intercorre fra fasi di tristezza e allegria nell'umore variabile e fasi di depressione e maniacalità nel disturbo bipolare. 
Nell'umore troppo variabile queste fasi non interferiscono più di tanto nei vari aspetti della vita della persona mentre nel disturbo bipolare le fasi interferiscono pesantemente arrivando anche a condizionare scelte di vita importanti. Conseguentemente anche le conseguenze sulla vita del soggetto sono molto più pesanti nelle fasi di un disturbo bipolare e tendono a durare maggiormente nel tempo. 
Inoltre il viraggio di fase nell'umore troppo variabile è maggiormente influenzato da fattori ambientali mentre nel disturbo bipolare i fattori ambientali sono un pretesto perchè l'umore viri.
Roberto Cavaliere Psicoterapeuta 

I BIPOLARI E/O GLI AMBIVALENTI AFFETTIVI SPESSO NELLA COPPIA SCOMPAIONO, CREANO CONFLITTO O TRADISCONO


I soggetti bipolari, ma anche gli ambivalenti affettivi, spesso hanno difficoltà a stare per lungo tempo in una relazione tranquilla e serena. 
La loro instabilità li porta spesso a rifiutare ogni tipo di stabilità compresa quella affettiva e sentimentale. Quando sentono di dover sfuggire alla stabilità di coppia o scompaiono o creano conflitto o tradiscono, tutto al fine di rendere instabile ciò che è stabile, in linea col loro umore. 
In particolare la fuga nel tradimento rappresenta per loro un modo di cercare altrove un instabilità affettiva che non riescono a trovare nella relazione ufficiale. 
Purtroppo il cercare e trovare instabilità relazionale conduce nel circolo vizioso di alimentarla ulteriormente.
Tutto ciò non significa che tutti i bipolari e/o ambivalenti affettivi scompaiono, sono litigiosi o tradiscono ma la percentuale di quelli che lo fanno o potenzialmente potrebbero farlo è maggior rispetto a soggetti normali . Una psicoterapia può aiutarli a prendere consapevolezza di questa loro modalità relazionale ed a cercare di superarla. 
Roberto Cavaliere Psicoterapeuta

DODICI MODI PER INCREMENTARE I LIVELLI DI SEROTONINA


SINDROME BIPOLARE E RELAZIONI SENTIMENTALI


Le persone umorali hanno tipicamente storie con ondate e risacche, in cui quel che prima sembrava la cresta dell'onda dopo è il detrito che scivola via verso il fondo. Un ciclo tipo fuoco e cenere, insomma. Le relazioni spesso cambiano, hanno battute di arresto o si raffreddano proprio perché l'umore cambia, viene meno il "mordente", che non era dato dal potere del partner, ma dal potere dell'umore. L'amore è umore, insomma, si potrebbe semplificare. In una canzone di Enrico Ruggeri questo cambiamento della prospettiva amorosa con il mutare dell'umore è riassunta in due semplici frasi contrapposte, nella variante di un ritornello. La canzone è "Speranza", e nel primo ritornello si dice "prenditi gioco di me ma dimmi che mi vuoi, come fossi la sola speranza che chiedi per te". La persona in fase eccitata si innamora, ma il suo amore ha sempre qualcosa di malinconico, come una consapevolezza della precarietà e della inconsistenza, e si capisce dal sarcasmo: l'amore è vissuto per gioco, ma non importa, è un gioco che appaga fin quando durerà la voglia e l'animo di sostenerlo. La persona euforica accetta anche la presa in giro, l'evidente mancanza di profondità o la presenza di interessi che non hanno a che fare con l'amore, ma in quella fase di appaga di questo, di essere voluto, desiderato, di crederci, anche per gioco. Questo capita specialmente in persone più adulte, o anziane: l'amore è fasullo ma lo si vive con traporto lo stesso, come se fosse vero, illudendosi di essere per qualcuno "la sola speranza" che chiede dalla vita. Quando l'umore si spenge, finiscono le smanie, gli ardori, e allora si richiede invece qualcuno che badi a noi, che si occupi di noi senza chiedere spiegazioni o pretendere prestazioni di nessun tipo. Allora il ritornello diventa "Prenditi cura di me, non dirmi che mi vuoi", come nella seconda parte della canzone. Prenditi gioco quando sono euforico, prenditi cura quando sono depresso. Così succede al bipolare, che purtroppo invece si ritrova ad essere abbandonato e trascurato da partner che effettivamente si sono "presi gioco" di lui o di lei. Peccato che non ci siano sempre due metà, una buona per l'euforia e l'altra buona per l'umore basso. Le relazioni amorose dei bipolari sono spesso cicli di illusione/delusione, in cui la persona soffre per la presa in giro che improvvisamente diventa "pesante", dopo essere stata un gioco che sembrava però più valido della realtà.

In queste circostanze la persona dovrebbe rivolgere questo sguardo a sé, lasciando perdere la visione dei suoi cambiamenti come provocati da fuori. A prendersi gioco di sé è stato innanzitutto un umore, che prima gioca al rilancio, poi al ribasso. Se errore c'era, il seme era nella fortuna, e non nella sfortuna. L'euforia contiene il presupposto della depressione, proprio per il suo giocare sulla realtà, il suo falsare le carte che poi non torneranno all'ultima mano.

AFFERMATE: LA COSA NON DURERA'


In ogni istante, potreste essere presi dallo scoraggiamento. Allora, ditevi immediatamente: «La cosa non durerà». Rifugiatevi da qualche parte in voi stessi, come se andaste in letargo, e restate là finché non ritroverete il soffio della vita. Lo scoraggiamento è come l’inverno, ma dopo l’inverno ritorna la primavera; a seconda delle annate, essa viene più o meno presto: talvolta viene molto tardi, ma finisce sempre per arrivare. Ecco perché non bisogna mai perdere completamente la speranza. Prima o poi, lo slancio e l’energia ritorneranno. Quanti hanno abbandonato la presa appena qualche istante prima che le forze della primavera risorgessero in loro! Ed è un peccato… Stavano finalmente per essere salvati, ma non hanno avvertito nulla di quel rinnovamento e si sono arresi. Dunque, quali che siano i vostri tormenti, non lasciate mai che il vostro cielo interiore si oscuri completamente. Ditevi: «Può darsi che non tutto sia perduto, aspettiamo ancora un po’». E a poco a poco l’oscurità incomincerà a dissiparsi e il freddo se ne andrà. 
Omraam Mikhael Aivanhov

DEPRESSIONE ANSIOSA E DEPRESSIONE AGITATA


In varia misura, la depressione ha sempre un certo grado di ansia, specialmente se la persona depressa è costretta, o spinta a occuparsi comunque di impegni o relazioni che non può evitare. A volte però l’ansia si accompagna ad un vero e proprio stato di eccitamento motorio. La persona non trova pace, ripete di “non sapere dove stare”, di “non saper dove andare”, passeggia avanti e indietro o ha bisogno di muoversi, di allontanarsi, per esempio girando in auto. Appare assorta in pensieri che sono di contenuto angoscioso ma sono rapidi, uno dietro l’altro, anche ripetitivi, e non lasciano in pace la persona, come punzecchiandolo e tenendolo sveglio. Il sonno è tipicamente interrotto, con insonnie attive, con la persona che cerca di distrarsi senza riuscirci, non riesce a concentrarsi su nessuna attività ma è smaniosa. La persona è coinvolta nei contenuti dei suoi pensieri, può sentire l’urgenza di trovare soluzioni, o di uscire da situazioni che gli provocano sofferenza, lamentandosi che non ci riesce e non riesce a concepire una via d’uscita. Ritiene che tutto dipenda dai problemi di quel momento, che i problemi di quel momento siano la chiave di lettura di tutta la sua vita, con un finale tragico e inevitabile. Il pensiero del suicidio è latente, ma soprattutto l’impulsività è aumentata, per cui la persona può compiere gesti autolesivi anche senza averli progettati o avere precise intenzioni.

A volte le persone con questo tipo di depressione cercano di stimolarsi in vario modo. E’ un quadro frequente negli abusatori di sostanze e di alcol, ma può trovarsi anche al di fuori di queste situazioni.

La persona può ad esempio ricercare rapporti sessuali, o mangiare voracemente in maniera disordinata, o cercare di calmarsi abusando di calmanti.

L’ansia è una condizione diversa dall’agitazione, perché la persona ansiosa tende a lamentarsi ed è angosciata, ma è più passiva. Chiede rassicurazione, cerca sicurezze dagli altri e evita gli impegni che gli aumentano l’ansia, ma di solito si muove poco, e se si “agita” lo fa “sul posto”.

La depressione ansiosa non si associa ad aggressività, cosa che accade invece nella depressione agitata. L’umore dell’agitato è irritabile, scattoso, non dominabile. Non è sensibile alla rassicurazione.

NELLE RELAZIONI IL BIPOLARE E' COME IL MARE


Mi sento un po' come il mare, abbastanza calma per intraprendere nuovi rapporti umani ma periodicamente in tempesta per allontanare tutti, per starmene da sola.
Alda Merini